"Il mio cuore è così indurito
che se qualcuno cerca di osservarlo in trasparenza non percepisce nulla,
a causa dei rumori di interferenza.
Non riesco ad avere fiducia in niente e in nessuno.
Quando cerco di avvicinare qualcuno...
finisco sempre per tradirmi.
E' quasi una maledizione!"
"Finisco sempre per ferire qualcuno... senza neanche rendermene conto"
"L'anima ha il suo peso,
i demoni non fanno promesse.
Sono scappato tante volte non so da cosa..."
"Dimenticali Wendy, dimenticali tutti, vieni con me dove nn dovrai mai, mai più pensare alle cose dei grandi..."
"For what it's worth, I love you... And what is worse, I really do!"
Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
come una bella donna su guanciali profondi,
che carezzi con mano disattenta e leggera
prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,
lei su un serico dorso di molli aeree nevi
moribonda s'estenua in perduti languori,
con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
che sbocciano nel cielo come candidi fiori.
Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
nottambulo raccatta con mistico fervore
nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente come scheggia d'opale.
e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.
_Baudelaire_
Cadde tanto in basso
nella mia considerazione
che lo udii battere in terra
e andare a pezzi sulle pietre
in fondo alla mia mente.
Eppure incolpai il Fato che lo frantumò
meno di quanto denunciai me stessa,
per aver tenuto oggetti placcati
sulla mensola degli argenti.
_Emily Dickinson_
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
_Cesare Pavese_